Un orpello in meno alla dogana
Con la Resolución General 5900/26, firmata da Andrés Vázquez per l’Agenzia di riscossione ARCA, Buenos Aires smonta un pezzo della burocrazia doganale che pesava su importatori, esportatori e trasportatori.
Lo ha confermato il ministro Federico Sturzenegger, che era tra le deregolamentazioni chieste dal presidente Javier Milei.
Fino a fine settembre, chi operava con l’estero doveva conservare i fascicoli doganali per tempi eccessivi e, per archiviarli, rivolgersi a un Prestador de Servicios de Archivo y Digitalización abilitato da ARCA (la nuova Agenzia delle Entrate). I concessionari erano pochi: un “curro” (leggasi orpello), scrive Sturzenegger, nato nella dogana kirchnerista. Quell’obbligo è finito, decaduto.
La Resolución General 5900/26 mette fine a adempimenti inutili
Si accorcia inoltre il termine obbligatorio di conservazione dei documenti
Ogni operatore decide se tenere i documenti in proprio o affidarli a un terzo, senza intermediario imposto.Cambia anche la distruzione dei documenti. Scaduto il periodo di custodia, prima bisognava chiedere il via libero ad ARCA, operare in un luogo abilitato, redigere un verbale e presentare una dichiarazione giurata: regole su come distruggere carte che lo Stato non pretendeva più di tenere. Ora autorizzazione e rituale spariscono. Salvo atti legati a un procedimento in corso, il titolare dispone liberamente dei fascicoli. Si accorcia, inoltre, il termine obbligatorio di conservazione, e con esso i costi di archivio e assicurazione.
Per l’esecutivo è un passo concreto: meno regole che non miglioravano il controllo e aggiungevano solo burocrazia, spese e intermediari al commercio estero.