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Spettacolo

Cinema, i regali per gli amici sono finiti!

Cinema, i regali per gli amici sono finiti!

Con Javier Milei è finito il cinema progressista finanziato dallo Stato.

Il governo ha iniziato a smantellare da tempo gli sprechi dell’INCAA (Instituto Nacional de Cine y Artes Audiovisuales), considerato un carrozzone di propaganda politica e pensiero unico neomarxista. Il Ministero del Capital Humano grazie ad una delibera ha deciso la “Sospensione della spesa economica” che blocca straordinari, contributi alle province, trasferte, cellulari, buoni pasto e altre spese superflue.

Il direttore incaricato Carlos Pirovano (vicino a Sturzenegger) ha comunicato ai sindacati misure ancora più nette: chiusura della piattaforma Cine.ar, messa in vendita del cinema Gaumont di Buenos Aires (sala d’essai con biglietti a prezzi stracciati per film che non vedono nessuno) e fine del sostegno al Festival di Mar del Plata, che costava un milione di dollari all’anno ai contribuenti.

“Se per fare l’artista hai bisogno dei soldi dello Stato, allora non sei un artista, ma un dipendente pubblico”!

L’autore attacca frontalmente il sistema: se il cinema “nazionale” e progressista fosse davvero apprezzato dal pubblico, dovrebbe sostenersi con i soldi degli spettatori e non con le tasse. Invece è sopravvissuto per anni grazie a finanziamenti pubblici, diventando un posto di lavoro garantito per registi, attori e tecnici di regime (“comunisti col Rolex”).

I sindacati (ATE) non l’hanno presa bene, mentre personalità e artisti vari hanno difeso l’INCAA come indispensabile per la “cultura nazionale”. Ma la vera cultura non ha bisogno di vivere a spese del contribuente.

Come dice il presidente argentino “se per fare l’artista hai bisogno dei soldi dello Stato, allora non sei un artista, ma un dipendente pubblico”!

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