Salta al contenuto principale
fuso orario Milano: --:--:-- Buenos Aires: --:--:--

L’economista di Harvard che ha chiesto scusa a Milei. Ma… e Bersani?

15 Ottobre 2026 Tempo di lettura: 2 minuti

Esiste una qualità sempre più rara nel dibattito pubblico: ammettere i propri errori. L’economista argentino Rafael Di Tella, professore alla Harvard Business School, ha avuto il coraggio di farlo. Per mesi aveva previsto, come gran parte dell’establishment economico internazionale, che l’aggiustamento fiscale di Javier Milei avrebbe provocato una recessione devastante. Oggi riconosce che le sue previsioni erano sbagliate.

Di Tella non cerca attenuanti: lui, come molti colleghi, si aspettava costi sociali più elevati e una contrazione economica assai più profonda. I fatti, invece, hanno seguito una traiettoria diversa: la recessione è stata inferiore alle attese e l’economia argentina ha successivamente ripreso a crescere.

Immagine relativa a Aveva ragione il presidente
Il professor Rafael di Tella

Aveva ragione il presidente

Di Tella non cerca attenuanti. Ammette che lui, come molti altri economisti, riteneva che un piano di risanamento fiscale “ortodosso” avrebbe avuto costi sociali molto più elevati e una recessione assai più profonda. Invece, osserva, i fatti hanno seguito una traiettoria diversa: la contrazione è stata inferiore alle attese e l’economia argentina ha successivamente ripreso a crescere, rimbalzando.

La sua ammissione è importante non soltanto per l’Argentina, ma per il metodo scientifico. Come sostiene Milei, le teorie devono confrontarsi con la realtà. Quando i dati smentiscono le previsioni, uno studioso serio corregge le proprie conclusioni.

Purtroppo, non tutti hanno mostrato la stessa onestà intellettuale. Alla vigilia dell’insediamento di Milei, Thomas Piketty e altri 108 economisti firmarono una lettera pubblicata dal Guardian, prevedendo «maggiore devastazione nel breve periodo» e «caos sociale». Oggi, mentre l’inflazione è diminuita, il pareggio di bilancio è stato raggiunto e la spesa pubblica è stata tagliata, non risulta che i principali firmatari abbiano riconosciuto pubblicamente gli eventuali errori delle loro previsioni.

Pierluigi Bersani, ex ministro italiano, ex Partito Comunista Italiano

Lo stesso vale per molti commentatori politici. In Italia, Pier Luigi Bersani liquidò in televisione il programma di Milei come irrealistico e destinato al fallimento. Anche in questo caso, non risulta una pubblica rettifica. Evidentemente, per alcuni, è più facile difendere le proprie convinzioni che riconoscere di aver sbagliato.

Naturalmente, resta molto da fare. Gli effetti delle riforme richiedono tempo e il giudizio definitivo sull’esperienza argentina arriverà soltanto alla fine del percorso politico di Milei. Ma un dato è già evidente: le catastrofi annunciate con tanta sicurezza non si sono materializzate nella misura prevista dai critici.

La vicenda insegna una lezione che va oltre l’economia: il dibattito pubblico non dovrebbe essere una guerra ideologica nella quale le convinzioni prevalgono sui fatti. Di Tella ha dato un esempio di onestà accademica, dimostrando che correggersi rafforza la credibilità di uno studioso.

Resta una domanda: Thomas Piketty, gli altri economisti firmatari e i commentatori che avevano pronosticato il fallimento di Milei avranno lo stesso coraggio?

In economia, come in ogni disciplina scientifica, le opinioni contano. Ma, alla lunga, contano soprattutto i fatti.

Canale ufficiale · solo pubblicazioni Iscriviti al canale Telegram