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Il progressismo economico e le sue origini keynesiane

13 Ottobre 2026 Tempo di lettura: 2 minuti
Il progressismo economico e le sue origini keynesiane

Tutto il progressismo economico è costituito da mere varianti del keynesismo. Ecco un riassunto dei principali ceppi del virus:

– Keynesismo. Il paziente zero. Ci vuole una bella dose di umiltà per intitolare il proprio libro “Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse, della moneta”.

– Neokeynesiani. Ci hanno messo alcuni decenni per accorgersi degli errori concettuali contenuti nel libro che avevano venerato, e hanno cercato di salvarlo innestandovi elementi della scuola neoclassica. Ne è venuto fuori un collage delirante e privo di senso. Una scimmia vestita di seta. Purtroppo, questi personaggi abbondano nelle università, sempre ben piazzati davanti alle lavagne.

– Postkeynesiani. I talebani del keynesismo. Di fronte alle critiche che si diffondevano in tutto il mondo contro il keynesismo, hanno deciso di andare avanti a testa bassa, rilanciando. Per esempio, al delirio originario del moltiplicatore hanno risposto reinventandolo sotto forma di «supermoltiplicatore». Attualmente sono i più pericolosi sul piano accademico. Sempre a un passo dal comunismo. Ogni peronista e/o dittatore ha bisogno di uno di questi lunatici nella propria squadra economica.

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L'idolo della casta politica

I suoi allievi sono peggio del maestro

Keynesiani, Neokeynesiani, Postkeynesiani, Strutturalisti, Sviluppisti sono tutti degli ignoranti economici che hanno cercato, col passare del tempo, di perpetuare le mirabolanti sciocchezze fondate sul “moltiplicatore” e i suoi derivati.

Come sempre, le conseguenze sono state devastanti per la libertà.

 

Poi ci sono i ceppi latinoamericani del keynesismo:

– Strutturalisti. Keynesiani affetti da un profondo complesso d’inferiorità. Sono rimasti mentalmente condizionati dopo aver letto “Le vene aperte dell’America Latina“, un libro che lo stesso autore avrebbe poi riconosciuto come spazzatura. Hanno adattato i deliri di Keynes alla realtà latinoamericana, mescolandoli con tutti i complessi che si trascinano dietro le favole e le mitologie del continente.

– Sviluppisti. Keynesiani affetti da un profondo complesso di superiorità. Comunisti nell’armadio. L’arroganza fatale fatta persona. Non soltanto venerano la spesa pubblica nel breve periodo per «stimolare i consumi», ma adorano anche l’economia pianificata, i piani quinquennali e lo «Stato imprenditore». Burocrati che decidono quali settori «stimolare» attraverso la spesa pubblica. Sono dei falliti: persone incapaci di gestire anche un semplice chiosco nella vita privata, ma che, se arrivano al potere, decidono arbitrariamente quali cittadini debbano pagare le tasse per finanziare i loro deliri di grandezza divina.

Se volete la libertà economica e volete impedire ai politici di mettere le mani nelle vostre tasche, state alla larga da tutti questi deliranti soggetti prodotti da Keynes con il suo libro.

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